Alfonso's profileMetal SharkPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Metal Shark"Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima" (Jacques-Yves Cousteau). |
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Pe' sta vicino a 'tte
"Vulesse addeventà nu barbuncino: E me 'nfezzasse dint' 'a na vetrina Io già me veco cu nu cullarino E quanno po' tu me pigliasse 'mbraccio, Pe stà sempe cu tte matina e sera
(Antonio De Curtis)
L'onda"Nella cala tranquilla
scintilla, intesto di scaglia come l’antica lorica del catafratto, il Mare. Sembra trascolorare. S’argenta? s’oscura? A un tratto come colpo dismaglia l’arme, la forza del vento l’intacca. Non dura. Nasce l’onda fiacca, subito l’ammorza. Il vento rinforza. Altra onda nasce, si perde, come agnello che nasce nel verde: un fiocco di spuma che balza! Ma il vento riviene, rincalza, ridonda. Altra onda s’alza, nel suo nascimento più lene. Palpita, sale, si gonfia, s’incurva, s’allunga, propende. Il dorso ampio splende come cristallo; la cima leggera s’arruffa come criniera nivea di cavallo. Il vento la scavezza. L’onda si spezza, precipita nel cavo del solco sonora; spumeggia, biancheggia, s’infiora, odora, travolge la cuora, trae l’alga e l’ulva; s’allunga, rotola, galoppa; intoppa in altra cui’l vento diè tempra diversa; l’avversa, la salta, la sormonta, vi si mesce, s’accresce. Di spruzzi, di sprazzi, di fiocchi, d’iridi ferve nella risacca; par che di crisopazi scintilli e di berilli vividi a sacca. 0 sua favella! Sciacqua, sciaborda, scroscia, schiocca, schianta, romba, ride, canta, accorda, discorda, tutte accoglie e fonde le dissonanze acute nelle sue volute profonde, libera e bella, numerosa e folle, possente e molle, creatura viva che gode del suo mistero fugace. E per la riva l’ode la sua sorella scalza dal passo leggero e dalle gambe lisce, Aretusa rapace che rapisce le frutta ond’ha colmo suo grembo. Subito le balza il cor, le raggia il viso d’oro. Lascia ella il lembo, s’inclina al richiamo canoro; e la selvaggia rapina, l’acerbo suo tesoro oblò a nella melode. E anch’ella si gode come l’onda, l’asciutta fura, quasi che tutta la freschezza marina a nembo entro le giunga! Musa, cantai la lode della mia Strofe Lunga." (Gabriele D'Annunzio)
..."Soltanto il mare gli brontolava la solita storia la sotto, in mezzo ai fariglioni, perché il mare non ha paese nemmen lui, ed é di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di la dove nasce e muore il sole, anzi ad Aci Trezza ha un modo tutto suo di brontolare, e si riconosce subito al gorgogliare che fa tra quegli scogli nei quali si rompe, e par la voce di un amico."
(Giovanni Verga, 1881)
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