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Discorso del Presidente Ciampi alla commemorazione dei caduti italiani della Divisione "Acqui"Cefalonia - 1 marzo 2001
"Decisero di non cedere le armi. Preferirono combattere e morire per la patria. Tennero fede al giuramento. Questa - Signor Presidente della Repubblica Ellenica - è l'essenza della vicenda di Cefalonia nel settembre del 1943.
Noi ricordiamo oggi la tragedia e la gloria della Divisione "Acqui". Il cuore è gonfio di pena per la sorte di quelli che ci furono compagni della giovinezza; di orgoglio per la loro condotta. La loro scelta consapevole fu il primo atto della Resistenza, di un'Italia libera dal fascismo. La Sua presenza, Signor Presidente, è per me, per tutti noi Italiani, motivo di gratitudine. E' anche motivo di riflessione. Rappresentiamo due popoli uniti nella grande impresa di costruire un'Europa di pace, una nuova patria comune di nazioni sorelle, che si sono lasciate alle spalle secoli di barbari conflitti. A voi, ufficiali, sottufficiali e soldati della "Acqui" qui presenti, sopravvissuti al tragico destino della vostra Divisione, mi rivolgo con animo fraterno. Noi, che portavamo allora la divisa, che avevamo giurato, e volevamo mantenere fede al nostro giuramento, ci trovammo d'improvviso allo sbaraglio, privi di ordini. La memoria di quei giorni è ancora ben viva in noi. Interrogammo la nostra coscienza. Avemmo, per guidarci, soltanto il senso dell'onore, l'amor di Patria, maturato nelle grandi gesta del Risorgimento.
Soldati, Sottufficiali e Ufficiali delle Forze Armate Italiane: onore ai Caduti di Cefalonia; onore a tutti coloro che tennero alta la dignità della Patria.
Monumento ai CadutiPer i diecimila ufficiali e soldati della Divisione "Acqui" di presidio dell'isola di Cefalonia i quali, isolati dalla Patria e circondati dal nemico, rifiutarono concordi di collaborazione col Nazista e gli si opposero con la forza delle armi, ma tutti perirono per vile tradimento della parola data, il 22 settembre del '43.
"Sentinella avanzata dell'Adriatico
il presidio di Cefalonia
guardava l'accesso al nostro mare.
Funesto l'8 settembre lo colse
ma non impreparato a discernere
nella viltà del tempo presente
il dovere dell'uomo e del soldato.
Con un sol dovere
soldati e ufficiali
rifiutarono il patto di vergogna
e il diniego sostennero
con la forza delle armi e del valore.
Oh, veramente fortunati,
e degni della Patria,
che l'armi usar voleste
solo a difesa della vita
e dell'onore.
Il vostro gesto ancora splende
sullo Jonio rischiara
l'una e l'altra sponda.
Come guanto di sfida lanciato
contro il ferreo ordigno
dell'Ordine Nuovo
fu il vostro rifiuto
e la vostra ribellione
come colpo sferrato ai reni del Nazista
sprezzante della vita e dell'onore."
(Monumento ai Caduti, 23 marzo '87)
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