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Pe' sta vicino a 'tte
"Vulesse addeventà nu barbuncino: E me 'nfezzasse dint' 'a na vetrina Io già me veco cu nu cullarino E quanno po' tu me pigliasse 'mbraccio, Pe stà sempe cu tte matina e sera
(Antonio De Curtis)
L'onda"Nella cala tranquilla
scintilla, intesto di scaglia come l’antica lorica del catafratto, il Mare. Sembra trascolorare. S’argenta? s’oscura? A un tratto come colpo dismaglia l’arme, la forza del vento l’intacca. Non dura. Nasce l’onda fiacca, subito l’ammorza. Il vento rinforza. Altra onda nasce, si perde, come agnello che nasce nel verde: un fiocco di spuma che balza! Ma il vento riviene, rincalza, ridonda. Altra onda s’alza, nel suo nascimento più lene. Palpita, sale, si gonfia, s’incurva, s’allunga, propende. Il dorso ampio splende come cristallo; la cima leggera s’arruffa come criniera nivea di cavallo. Il vento la scavezza. L’onda si spezza, precipita nel cavo del solco sonora; spumeggia, biancheggia, s’infiora, odora, travolge la cuora, trae l’alga e l’ulva; s’allunga, rotola, galoppa; intoppa in altra cui’l vento diè tempra diversa; l’avversa, la salta, la sormonta, vi si mesce, s’accresce. Di spruzzi, di sprazzi, di fiocchi, d’iridi ferve nella risacca; par che di crisopazi scintilli e di berilli vividi a sacca. 0 sua favella! Sciacqua, sciaborda, scroscia, schiocca, schianta, romba, ride, canta, accorda, discorda, tutte accoglie e fonde le dissonanze acute nelle sue volute profonde, libera e bella, numerosa e folle, possente e molle, creatura viva che gode del suo mistero fugace. E per la riva l’ode la sua sorella scalza dal passo leggero e dalle gambe lisce, Aretusa rapace che rapisce le frutta ond’ha colmo suo grembo. Subito le balza il cor, le raggia il viso d’oro. Lascia ella il lembo, s’inclina al richiamo canoro; e la selvaggia rapina, l’acerbo suo tesoro oblò a nella melode. E anch’ella si gode come l’onda, l’asciutta fura, quasi che tutta la freschezza marina a nembo entro le giunga! Musa, cantai la lode della mia Strofe Lunga." (Gabriele D'Annunzio)
..."Soltanto il mare gli brontolava la solita storia la sotto, in mezzo ai fariglioni, perché il mare non ha paese nemmen lui, ed é di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di la dove nasce e muore il sole, anzi ad Aci Trezza ha un modo tutto suo di brontolare, e si riconosce subito al gorgogliare che fa tra quegli scogli nei quali si rompe, e par la voce di un amico."
(Giovanni Verga, 1881)
..."Trattenere il fiato il più a lungo possibile. Dominare il nostro naturale bisogno di respirare. E' questo il bello dell'apnea?
Quelle poche volte che si prova si "molla" subito: troppo faticoso.
[...] Che gusto c'è, infatti, nel fare la spola in pochi secondi tra il fondo marino e la superficie dell'acqua[...]?
Una risposta potrebbe essere questa: chi scende armato fa pesca subacquea, chi ha le bombole sulle spalle vuole esplorare i fondali e le sue bellezze, mentre chi fa apnea si immerge per guardarsi dentro.
Spiegazione un tantino originale, più vicina alla filosofia di un monaco Zen che a quella di un normale sportivo [...]. Tuttavia non è priva di fondamento."
(Marcello Lovetere) ...- Voi amate il mare, capitano? Si! l’amo! Il mare é tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro é puro e sano; é l’immenso deserto in cui l’uomo non é mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a se. Il mare non é altro che il veicolo di un’esistenza straordinaria e prodigiosa; non é che movimento e amore, é l’infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, signor professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. Quest’ultimo vi é largamente rappresentato da quattro gruppi di zoofiti, da tre classi di articolati, da cinque classi di molluschi, da tre di vertebrati, dai mammiferi, dai rettili e dalle innumerevoli legioni di pesci, che contano oltre tredicimila specie, di cui un decimo soltanto appartiene all’acqua dolce. Il mare é il grande serbatoio della natura, é dal mare che il globo é, per così dire, incominciato, e chissà che non finisca in lui. Ivi é la calma suprema. Il mare non appartiene ai despoti. Alla sua superficie essi possono ancora esercitare diritti iniqui e battersi, divorarsi, recarvi tutti gli orrori della terra; ma trenta piedi sotto il suo livello, il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce! Ah! signore, vivete, vivete nel seno del mare! Qui soltanto é indipendenza, qui non riconosco padroni, qui sono libero!
(Jules Verne, 1870)
Ondeggia Oceano
"Ondeggia, oceano nella tua cupa
E azzurra immensità A migliaia le navi ti percorrono invano; L'uomo traccia sulla terra i confini, Apportatori di sventure, Ma il suo potere ha termine sulle coste, Sulla distesa marina I naufragi sono tutti opera tua, È l'uomo da te vinto, Simile ad una goccia di pioggia, S'inabissa con un gorgoglio lamentoso, Senza tomba, senza bara, Senza rintocco funebre, ignoto. Sui tuoi lidi sorsero imperi, Contesi da tutti a te solo indifferenti Che cosa resta di Assiria, Grecia, Roma, Cartagine? Bagnavi le loro terre quando erano libere e potenti. Poi vennero parecchi tiranni stranieri, La loro rovina ridusse i regni in deserti; Non così avvenne, per te, immortale e Mutevole solo nel gioco selvaggio delle onde; Il tempo non lascia traccia Sulla tua fronte azzurra. Come ti ha visto l'alba della Creazione, Così continui a essere mosso dal vento. E io ti ho amato, Oceano, E la gioia dei miei svaghi giovanili, Era di farmi trasportare dalle onde Come la tua schiuma; Fin da ragazzo mi sbizzarrivo con i tuoi flutti, Una vera delizia per me. E se il mare freddo faceva paura agli altri, A me dava gioia, Perché ero come un figlio suo, E mi fidavo delle sue onde, lontane e vicine, E giuravo sul suo nome, come ora." (George Gordon Byron)
Calannario
Mo accumencia l'anno nuovo, A Febbraio nce sta 'o viglione: Quanno vene 'o mese 'e Marzo Comme è ddoce 'o mese Abbrile, Quant'è bello 'o mese 'e Maggio Quanno è Giugno la stagione Quanno è Luglio 'mmiezo 'o mare, Quanno è Austo che calore! È chest'aria settembrina Vene Uttombre, int' 'a stu mese Chiove, nebbia, scura notte. A Natale, 'o zampugnaro,
(Antonio De Curtis)
'A luna e 'o mareDiceva 'a luna janca: "Oje mare, mare... L'uomo che diventò delfino"Essere libero come gli animnali selvatici.
Tuffarsi nudo, come un delfino, negli abissi del mare involarsi altissimo nell'azzurro infinito del cielo e planare, silensioso, come l'albatro sul mondo meschino dell'uomo, diventare l'aria far corpo nell'acqua con l'acqua fondersi e ritrovarsi."
(Jacques Mayol)
..."Una domenica mattina del 1936, a Le Mourillon, nei pressi di Tolone, passeggiai nel Mediterraneo guardando attraverso gli occhiali subacquei di Fernez. Ero un artigliere della Marina da guerra, un buon nuotatore interessato solo a migliorare il mio stile nel crawl. Il mare non era un ostacolo salato che mi bruciava gli occhi. Fui stupito dallo spettacolo che mi si offerse agli occhi nelle acque di Le Mourillon: rocce coperte di foreste verdi, brune e argentee di alghe e pesci, mai visti prima, che nuotavano nell'acqua cristallina. Alzando il capo per respirare, scorsi un filobus, della gente, i pali delle luce elettrica. Immersi nuovamente la testa e la civiltà era di nuovo completamente scomparsa. Mi trovavo in una giungla che non era mai stata vista da quelli che navigavano sul suo tetto opaco.
Talvolta, anche se di rado, si ha la fortuna di accorgersi che nella nostra vita è subentrato un cambiamento, si abbandona la via vecchia, s'imbocca la nuova e si prosegue dritti per la nuova rotta. Mi accadde una cosa simile a Le Mourillon, quel giorno d'estate, in cui i miei occhi si aprirono sul mare."
(Jacques Yves Cousteau)
Discorso del Presidente Ciampi alla commemorazione dei caduti italiani della Divisione "Acqui"Cefalonia - 1 marzo 2001
"Decisero di non cedere le armi. Preferirono combattere e morire per la patria. Tennero fede al giuramento. Questa - Signor Presidente della Repubblica Ellenica - è l'essenza della vicenda di Cefalonia nel settembre del 1943.
Noi ricordiamo oggi la tragedia e la gloria della Divisione "Acqui". Il cuore è gonfio di pena per la sorte di quelli che ci furono compagni della giovinezza; di orgoglio per la loro condotta. La loro scelta consapevole fu il primo atto della Resistenza, di un'Italia libera dal fascismo. La Sua presenza, Signor Presidente, è per me, per tutti noi Italiani, motivo di gratitudine. E' anche motivo di riflessione. Rappresentiamo due popoli uniti nella grande impresa di costruire un'Europa di pace, una nuova patria comune di nazioni sorelle, che si sono lasciate alle spalle secoli di barbari conflitti. A voi, ufficiali, sottufficiali e soldati della "Acqui" qui presenti, sopravvissuti al tragico destino della vostra Divisione, mi rivolgo con animo fraterno. Noi, che portavamo allora la divisa, che avevamo giurato, e volevamo mantenere fede al nostro giuramento, ci trovammo d'improvviso allo sbaraglio, privi di ordini. La memoria di quei giorni è ancora ben viva in noi. Interrogammo la nostra coscienza. Avemmo, per guidarci, soltanto il senso dell'onore, l'amor di Patria, maturato nelle grandi gesta del Risorgimento.
Soldati, Sottufficiali e Ufficiali delle Forze Armate Italiane: onore ai Caduti di Cefalonia; onore a tutti coloro che tennero alta la dignità della Patria.
Dentro al mare"L'unica persona che mi abbia davvero insegnato qualcosa, un vecchio che si chiamava Darrell, diceva che ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che ci si spingono dentro il mare, e quelli che dal mare riescono a tornare, vivi.
E diceva: vedrai la sorpresa quando scoprirai chi sono i più felici.
Io ero un ragazzo, allora. D'inverno guardavo le navi tirate in secca, tenute su da enormi stampelle di legno, con lo scafo in aria e la deriva a tagliare la sabbia come una lama inutile. E pensavo: io non mi fermerò qui. E' dentro al mare che voglio arrivare. Perchè, se c'è qualcosa che è vero, in questo mondo, è laggiù. Ora sono laggiù, nel più profondo ventre del mare. (...)
Ho visto un'infinità di cose che dalla riva del mare sono invisibili.
Ho visto cos'è davvero il desiderio, e cos'è la paura.
Ho visto uomini disfarsi e tramutarsi in bambini. E poi cambiare ancora e diventare bestie feroci.
Ho visto sognare sogni meravigliosi, e ho ascoltato le storie più belle della mia vita,, raccontate da uomini qualunque, un attimo prima di buttarsi in mare e sparire per sempre.
Ho letto nel cielo segni che non conoscevo e fissato l'orizzonte con occhi che non credevo di avere.
(...)
E destino sarebbe il nome di questo oceano mare, infinito e bello.
Non mi sbagliavo, là sulla riva, in quegli inverni, a pensare che qui era la verità. Ci ho messo anni a scendere fino in fondo al ventre del mare: ma quel che cercavo, l'ho trovato. Le cose vere. Perfino quella, di tutte, più insopportabile e atrocemente vera.
E' uno specchio questo mare.
Qui, nel suo ventre, ho visto me stesso. Ho visto davvero."
("Oceano mare", Alessandro Baricco)
Un giorno senza un sorriso è un giorno perso"Un giorno senza un sorriso è un giorno perso"
"Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore... ciò che vuoi... una vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali. Quindi: canta, ridi, balla, ama... e vivi intensamente ogni momento della tua vita... prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi..."
(Charlie Chaplin)
Bimbo bianco / bimbo nero: adolescenzaNome?
Bimbo bianco: Gianfilippo Bianco nero: Langalanga
Un brutto sogno…
Bimbo bianco: L’uomo nero mi rapisce… urlo e mi sveglio Bianco nero: L’uomo nero mi rapisce… urlo… …cazz’ non dormivo…
Vai a scuola?
Bimbo bianco: Si si Bianco nero: No ma pur’io… prima di fare il militare pur’io
Il tuo maestro…
Bimbo bianco: Ne abbiamo 3… più uno di sostegno Bianco nero: E’ muorto… pe mancanza i sostegno
Ultimo regalo…
Bimbo bianco: Il Nokia Bianco nero: L’ernia
Mandi i messaggini?
Bimbo bianco: Si… sms Bianco nero: Pur’io.. SOS… ma nun mi caca nisciuno…
Parliamo di cibo…
Bimbo bianco: Va bene… Bianco nero: Non so preparato…
Gioco preferito con la Play Station?
Bimbo bianco: Quelli di guerra Bianco nero: Tu si scemo ‘n capa
Spiderman o Catwoman…
Bimbo bianco: Spiderman Bianco nero: …passaparola…
Dvd o mp3?
Bimbo bianco: mp3 Bianco nero: …passaparola… cazz’ nun ni sacciu mancu una…
Cosa guardi in tv?
Bimbo bianco: Il Grande Fratello Bianco nero: Niente… nun tengo a televisione
E’ il tuo programma preferito?
Bimbo bianco: Meglio di niente Bianco nero: Meglio del Grande Fratello…
Parliamo di moda… se dico catene e capelli dritti?
Bimbo bianco: Penso a un punk Bianco nero: I’ penso che m’hanno acchiappato…
Ferro all’ombelico?
Bimbo bianco: Piercing Bianco nero: Non si digerisce proprio tutto tutto diciamo…
Pantaloni?
Bimbo bianco: 3 taglie più grandi… calati e consumati Bianco nero: …pur’io… :-)
Maglietta?
Bimbo bianco: Rota e corta Bimbo nero: …pur’io… :-) :-)
Abbronzatura?
Bimbo bianco: Etrema Bimbo nero: ....pur’ioooo… :-)… cazz’ vado di moda…
Ti hanno mai picchiato?
Bimbo bianco: Una volta Bimbo nero: Una volta… no…
Uno slogan…
Bimbo bianco: Forza Milan!!! Bimbo nero: Nu’ sparate!!!
Che vuoi fare da grande?
Bimbo bianco: Mi piacerebbe diventare un grande architetto… Bimbo nero: Pensa… a me basterebbe diventare… grande… (Giobbe Covatta, "Varichina e melanina")
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